Dalla ricerca preclinica alle ipotesi sull’uomo
La ricerca preclinica può esplorare i meccanismi e generare nuove ipotesi. Tuttavia, da sola non può dimostrare che una sostanza sia sicura o efficace negli esseri umani.
Diversi livelli di evidenza
Un test chimico, uno studio cellulare, uno studio sugli animali e uno studio umano controllato rispondono a domande diverse. Le evidenze di un livello inferiore possono fornire indicazioni, ma non sostituiscono un'adeguata ricerca di follow-up.
Differenze tra specie e modelli
Il metabolismo, la distribuzione dei recettori, la scala del dosaggio e i modelli di malattia o di stress variano tra le specie. Anche all'interno della stessa specie, età, sesso e condizioni di laboratorio possono modificare il risultato.
Leggere criticamente gli endpoint
Una differenza statisticamente significativa in un biomarcatore non è automaticamente rilevante dal punto di vista biologico o clinico. Occorre considerare l'entità dell'effetto, l'incertezza, la replicazione e la coerenza con la domanda di ricerca stabilita in precedenza.
Bias di pubblicazione
I risultati positivi vengono pubblicati più spesso dei risultati negativi. Per questo, prima di formulare un'ipotesi in modo più deciso, è necessario cercare repliche, dettagli metodologici e risultati contraddittori.
Riepilogo
Una buona informazione sulla ricerca inizia con una domanda chiara, una corretta identificazione del prodotto e una documentazione trasparente. I risultati devono essere sempre valutati considerando i limiti del modello utilizzato e del metodo di analisi scelto.
Importante: Esclusivamente per la ricerca scientifica e di laboratorio. Non destinato al consumo umano o animale, all'autosomministrazione né all'uso diagnostico o terapeutico. 18+.